Oltre i pregiudizi: l’Istituto Cartesio alla V edizione del festival RO.MENS
Dal 1 al 10 ottobre 2026 Roma ospita la quinta edizione di RO.MENS – Il Festival della Salute Mentale – un’iniziativa promossa dal Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Roma 2, in collaborazione con Roma Capitale, l’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute e diversi Municipi del territorio. Attraverso eventi diffusi, mostre, laboratori e appuntamenti culturali, la manifestazione persegue l‘obiettivo fondamentale di promuovere l’inclusione sociale e abbattere lo stigma legato al disagio mentale, puntando con forza sul coinvolgimento dei giovani e delle scuole.
È proprio in questo contesto di cittadinanza attiva e crescita collettiva che si inserisce la partecipazione della nostra scuola, nell’appuntamento della giornata di ieri presso lo spazio espositivo “La Vaccheria”. Qui i ragazzi e le ragazze – guidati dal Dott. Barba e dal Dott. Zengarini – hanno avuto modo e piacere di confrontarsi con altre realtà in un “Dialogo aperto sulla salute mentale”, tirando letteralmente fuori i loro pensieri, esperienze e motivazioni senza alcun filtro e senza paura di giudizi e pregiudizi. Ne è nato un interessante dibattito costruttivo che ha permesso loro di scoprire che la diversità è una ricchezza da custodire e non un confine, partecipando così a un’occasione straordinaria di formazione civica ma soprattutto umana.
Al dialogo aperto, portato avanti con rispetto da tutti i partecipanti, ha fatto seguito uno spettacolo teatrale dal titolo “Le mani e la soglia”, organizzato dal CDI narrAZIONI (Centro di Drammaterapia Integrata) scritto da Barbara Sirtoli e rappresentato, insieme a lei, da Paolo Zaccheddu e Lina Zirpoli. La performance, nata in seno al progetto “La vita nelle mani”, sottolinea l’importanza delle mani, di come queste costruiscano legami ma anche confini, e che travalicare questi confini senza un esplicito consenso sia una mancanza, una forzatura che va a infrangere non solo la fiducia personale, ma anche le leggi che regolano il viver civile.
Vivere un’esperienza all’interno di questo festival significa educare i ragazzi all’ascolto profondo e all’empatia, offrendo loro gli strumenti per comprendere la complessità della mente e della cura sociale. Per la nostra comunità scolastica, la giornata di ieri è stata un tassello prezioso di un percorso educativo che sceglie di stare dentro la realtà, con consapevolezza e con un’apertura maggiore verso chi ci è vicino.