2 Novembre 2026 in news

Festival della Divina Sapienza: una settimana di cultura, dialogo e formazione

Dal 2 all’8 novembre studenti e studentesse dell’Istituto Cartesio partecipano al Festival della Divina Sapienza, ospitato presso l’Auditorium della Cappella della Città Universitaria della Sapienza di Roma. Un percorso di incontri e approfondimenti dedicato alla pace, all’accoglienza, all’arte e alle grandi domande dell’esistenza. È dalla domanda “C’è ancora qualcosa per cui vivere?” che prende avvio il Festival della Divina Sapienza. Una domanda che attraversa il tempo, la filosofia, la letteratura e l’esperienza umana, ma che oggi assume un significato particolare, soprattutto per le nuove generazioni, chiamate a immaginare il proprio futuro in una realtà complessa e in continua trasformazione. Un’occasione per avvicinarsi a temi che riguardano direttamente la società contemporanea e per sviluppare uno sguardo critico e consapevole sul mondo.

La giornata inaugurale: la pace come dovere

La prima giornata, lunedì 2 novembre, ha introdotto alcuni dei temi centrali della manifestazione attraverso la masterclass Dall’arte alla guerra, all’arte della pace, con gli interventi di Alessandro Zuccari, professore di Storia dell’arte moderna, e Gaetano Lettieri, professore di Storia del cristianesimo e delle Chiese. Il tema della pace, richiamando la sintesi del pensiero di Simone Weil, per cui la pace è un dovere, porta a profonde riflessioni che trovano un importante collegamento con il mondo dell’arte e con il contributo che, nel corso della storia, numerosi artisti hanno offerto alla diffusione di una cultura di pace. Tante le opere richiamate come testimonianze di un linguaggio artistico capace di raccontare le contraddizioni del proprio tempo, denunciare la violenza e restituire centralità alla dignità umana: Keith Haring, Marc Chagall, Pablo Picasso Carlo Levi, sono solo alcuni nomi. Il percorso ha inoltre toccato testimonianze più vicine alla contemporaneità, come la colomba della pace palestinese e una statua della principessa Olga, a Kiev, protetta da un giubbotto antiproiettile. L’arte vista come strumento di memoria, denuncia e impegno civile, dove le opere diventano testimonianze capaci di attraversare le epoche e di farci comprendere quanto sia importante il nostro ruolo nella costruzione della pace.

“Ero straniero e mi avete accolto”: il valore dell’accoglienza

L’intervento di Gaetano Lettieri, ha spostato l’attenzione sul capitolo 25 del Vangelo secondo Matteo. Il passo “Ero straniero e mi avete accolto” (Mt 25,35) richiama uno dei principi fondamentali della tradizione cristiana: l’accoglienza dell’altro, soprattutto quando si trova in una condizione di fragilità o di difficoltà. La riflessione estende al rapporto tra cristianesimo e civiltà europea, alle radici culturali e spirituali che hanno contribuito a definire la nostra identità e i nostri valori. Il tema dell’accoglienza ci porta a sulla dignità della persona, sulla solidarietà e sulla capacità di riconoscere l’altro, sempre e comunque.

“Non sabotate il vostro desiderio”: le parole di don Gabriele Vecchione

Tra i momenti più significativi di questa prima giornata, ci sono le parole di don Gabriele Vecchione, direttore artistico del festival, che ha rivolto ai giovani un invito a riconoscere il proprio valore: “Fate quello che vi appassiona perché il mondo non può fare a meno del vostro desiderio”. Un messaggio che restituisce al desiderio una dimensione che va oltre la realizzazione individuale. “Non sabotate il vostro desiderio”, sono parole che fanno riflettere sia i giovani sia gli adulti, soprattutto in un momento storico come quello che stiamo attraversando oggi, dove ogni cosa, anche la più logica e scontata, è oramai diventata una conquista. Forse solo le nostre passioni e il coraggio potranno salvarci e salvare anche ciò che ci circonda.

Imparare a guardare il mondo da prospettive diverse

Il programma del Festival proseguirà fino all’8 novembre con incontri, masterclass, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche, concerti e mostre. Tra i protagonisti figurano personalità del mondo della cultura, della letteratura, della filosofia, della psicologia e dello spettacolo, tra cui Sandro Veronesi, Vittorio Lingiardi, Viola Ardone, Kim Rossi Stuart e David Le Breton. Per gli studenti e le studentesse del Cartesio sarà un’occasione per attraversare linguaggi e prospettive differenti, confrontarsi con esperienze culturali e approfondire questioni che non appartengono a una sola disciplina, ma riguardano la formazione della persona nella sua interezza.

“C’è ancora qualcosa per cui vivere?”. Di sicuro continueremo a chiedercelo anche dopo questa esperienza, ma probabilmente con qualche consapevolezza in più di prima e, chissà, magari anche con qualche risposta…

Marianna Zito