Educare, ascoltare, tutelare: il ruolo dell’educatore professionale nel welfare minorile
Chi è l’Educatore Professionale e quale ruolo svolge nei percorsi di tutela dei minori? È una figura competente, capace di integrare saperi e linguaggi differenti, mettendo in relazione l’ambito educativo con quello sociale e sanitario. Il suo lavoro richiede ascolto, capacità di progettazione e consapevolezza, oltre alla possibilità di dialogare con altri professionisti per costruire percorsi educativi personalizzati, rispondenti ai bisogni dei minori e delle loro famiglie.
È proprio a questa professionalità che Mattea Caccamo, educatrice professionale, dedica il volume “Abitare la tutela. Architettura e responsabilità nel welfare minorile”, pubblicato da Armando Editore, in cui affronta il tema complesso della tutela minorile non solo come apparato normativo o assistenziale, ma ponendo al centro lo spazio, la relazione e la responsabilità educativa. L’obiettivo che si pone l’autrice è quello di “arricchire gli approfondimenti dell’educazione professionale nel campo della tutela dei minori e del sostegno alle famiglie”, perché a volte basta una scelta diversa o la mancanza di un sostegno adeguato per far sì che si intraprenda un percorso sbagliato.
L’autrice vuole mostrare, inoltre, quale è il raggio d’azione di un Educatore Professionale “dal contesto giuridico della tutela del minore, sino al sistema più ampio del welfare” e lo fa strutturando il suo lavoro in tre parti. Nella prima si interrogano, orientano a sguardi nuovi, sviluppano e incrementano “collaborazioni multiprofessionali in un’ottica sistemica e funzionale”, a cui segue la descrizione “della rete dei servizi e dei linguaggi professionali, delle prassi e dei ruoli” del quotidiano tra i minori e le famiglie. Questo per aiutare a comprendere meglio le undici Storie di Vita narrate (più otto dedicate allo Spazio Neutro), tratte da un’esperienza concreta. La seconda parte, è una disamina sui temi emersi dalle precedenti casistiche; mentre la terza parte, è quella più riflessiva e “trasformativa”, ovvero uno spazio aperto al dialogo e alle diverse situazioni.
Il saggio di Mattea Caccamo si rivolge in modo particolare a educatori, assistenti sociali, psicologi, operatori del welfare e a tutti gli studiosi delle scienze dell’educazione. Più che un manuale di istruzioni, il libro si configura come una mappa critica e riflessiva, utile a interrogarsi sulla qualità etica e metodologica dell’agire professionale quotidiano, ricordando che tutelare un minore significa, prima di tutto, legittimarlo ad “abitare” il proprio futuro con dignità e diritti.
Marianna Zito