8 Marzo 2024 in news

Il progetto EPAS raccontato dalla Prof.ssa Cristiana De Martino

Hands waving flags of the EuropeanUnion

In cosa consiste  il progetto?

Questo progetto prevede che la scuola diventi ambasciatrice del Parlamento Europeo e dal 2024 lo saremo a tutti gli effetti.

È un progetto che già dall’anno scorso avevo iniziato a studiare ed ad esplorare. Questa iniziativa è nata perché spero di stimolare nei ragazzi un senso di appartenenza; come scuola abbiamo un po’ il compito di indirizzare i ragazzi, di aiutarli a essere delle persone, a formarsi. Io credo in una scuola che debba essere attiva. Creare un senso di appartenenza è importante perché i giovani, soprattutto a questa età, sentono di non appartenere a niente, quindi “perché non iniziare sentendoci un po’ europei”;  dato che noi, volenti o nolenti, dipendiamo anche dalle scelte europee:  è importante insegnare loro cos’è l’Unione Europea, perché oggi i ragazzi non lo sanno. 

Partendo da questo interesse ho fatto l’iscrizione, pur sapendo che sarebbero state selezionate solo 66 scuole in tutta Italia. Forse è stata pura fortuna, però ad oggi noi siamo l’unica scuola di Roma. 

Quali sono le attività che si svolgono nel progetto?

L’anno scorso a Roma hanno aperto il centro Europa Experience, dedicato a David Sassoli, e questo ci dà l’opportunità di interagire direttamente con i parlamentari europei: invece di fare le classiche lezioni di orientamento online, facciamo lezioni a tu per tu con loro. Per i ragazzi vuol dire toccare con mano, vedere, esserci. E questo è molto importante! Soprattutto perché il nostro obiettivo non è cambiare questi ragazzi, né plasmarli: quello che si vuole offrire loro sono dei diversi punti di vista. Mi piacerebbe una scuola che invece dei muri avesse finestre dalle quali i ragazzi possano vedere, interagire con il mondo, ma soprattutto capire cosa c’è dopo la scuola.

L’idea alla base di questo progetto è promuovere una formazione totale e critica per i ragazzi.

Il 9 giugno ci saranno le elezioni europee, i ragazzi fanno domande, si interessano?

Adesso iniziano a porre domande, anche perché molti di loro voteranno per la prima volta proprio il 9 giugno e il progetto con il Parlamento Europeo quest’anno è incentrato molto su queste elezioni. Il parlamento europeo sta promuovendo l’importanza di queste votazioni e quindi loro adesso sono curiosi, fanno domande vere:

  • Per cosa vado a votare?
  • Chi sono questi europarlamentari?
  • come si dividono dentro al parlamento? Per nazionalità?

Tra i tuoi ragazzi e il parlamento europeo ci sono state attività o contatti diretti che li hanno coinvolti?

Sì, ad esempio questa delegazione del parlamento europeo in Italia ci ha chiesto di far scrivere un articolo di giornale a un ragazzo che quest’anno voterà per la prima volta; questo articolo verrà poi pubblicato su un importante giornale nazionale greco. La domanda alla base di questo articolo è: “Perché voterai il 9 giugno?” Quindi si, c’è un bel coinvolgimento attivo tra i ragazzi e i parlamentari.

Cosa le piace di questo progetto che porta avanti con i ragazzi?

Questo progetto, anche se non è molto conosciuto, per me è davvero molto bello perché offre molte opportunità, amplia gli orizzonti dei ragazzi, li rende partecipanti attivi e, inoltre, è anche una vetrina importante per l’Istituto essendo noi l’unica scuola di Roma a partecipare.