LA SCUOLA E L’EDUCAZIONE CIVICA

Con la legge n. 92 del 2 agosto 2019, a partire dall’anno scolastico 2020-2021, è stata reintrodotta – nel primo e nel secondo ciclo di istruzione – l’insegnamento dell’Educazione Civica. Una nuova legge che riconosce l’educazione civica come disciplina di insegnamento identificandola nel modello organizzativo scolastico, da svolgersi all’interno del monte orario obbligatorio e con una valutazione periodica e finale. Pertanto, la natura trasversale della materia si evidenzia anche all’interno dell’organizzazione del tempo curriculare, collocandola nel contesto delle altre materie didattiche.

Nell’ambito di un progetto di Educazione Civica, attraverso un percorso laboratoriale e didattico nato da un’idea della Prof.ssa di Diritto Cristiana Di Martino e della Prof.ssa di Psicologia Anna Laura Prosperini, gli studenti e le studentesse dell’Istituto Cartesio si sono cimentati e anche divertiti nel mettere in scena un vero e proprio processo: una controversa separazione giudiziale. Un’esperienza empatica poiché si sono calati nei panni del giudice, dell’assistente sociale, del ctu, dei ctp, dell’avvocato, delle vittime, i figli, e degli imputati. Ai ragazzi il compito di emettere il verdetto. Lavorare a una rappresentazione di questo tipo ha consentito ai discenti di entrare nel vivo di quanto finora studiato, ma soprattutto di entrare nelle istituzioni, di viverle da dentro e di sentirsi parte integrante di esse. Un assunto pedagogico che ha carpito l’attenzione di tutti, suscitando entusiasmo e spirito di collaborazione. 

È evidente, dunque, quanto sia importante e necessaria la formazione dei “cittadini di domani”, che devono essere pronti a inserirsi e a partecipare in modo attivo al loro contesto sociale, perciò si è optato per la trasversalità di questa materia con le altre discipline didattiche, sviluppando in tal modo delle vere e proprie competenze attraverso i compiti di realtà.

Marianna Zito