21 Ottobre 2026 in news

Visita alle Fosse Ardeatine: la memoria che diventa esperienza

La storia non si impara soltanto sui libri, ma si ascolta, si attraversa e si custodisce. È con questo spirito che, come ogni anno, l’Istituto Paritario Cartesio ha organizzato una visita didattica al Mausoleo delle Fosse Ardeatine, guidando gli studenti e le studentesse in un percorso di conoscenza e riflessione su una delle pagine più tragiche della storia italiana.

Il 24 marzo 1944, durante l’occupazione nazista di Roma, 335 uomini furono uccisi nell’eccidio delle Fosse Ardeatine, una rappresaglia compiuta dalle forze naziste in seguito all’azione partigiana di via Rasella. Uomini di età, professioni, convinzioni politiche e appartenenze religiose differenti, accomunati da una morte ingiusta, sono oggi ricordati in un luogo che rappresenta una testimonianza fondamentale della violenza nazista e un monito contro ogni forma di sopraffazione.

Ad accompagnare il gruppo è stata una figlia di una delle vittime dell’eccidio, che ha condiviso con gli studenti una storia familiare tanto dolorosa quanto significativa. Suo padre si trovava casualmente in via Rasella, ospite di alcuni parenti. Non aveva alcun legame con l’azione partigiana, né apparteneva a gruppi politici o religiosi che potessero ricondurlo agli eventi di quei giorni. Fu rastrellato proprio mentre teneva in braccio una delle sue bambine.

Una vicenda che restituisce tutta la drammaticità e l’assurdità di quella tragedia: vite spezzate dalla violenza nazista, spesso senza alcuna ragione se non quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. È stata proprio quella bambina, ormai adulta, ad accompagnare i ragazzi e le ragazze in questo viaggio della memoria, offrendo loro l’opportunità di ascoltare una testimonianza che attraversa le generazioni e rende la storia ancora più vicina, concreta e umana.

La sua presenza ha reso l’esperienza particolarmente intensa e toccante. Ascoltare una storia vissuta attraverso i legami familiari, conoscere il dolore di chi ha custodito per anni il ricordo di una persona cara e comprendere quanto quella memoria continui a vivere nel presente ha permesso agli studenti di avvicinarsi agli eventi storici ,attraverso una prospettiva diversa, più intima e personale.

Durante la visita, gli studenti hanno partecipato con attenzione e rispetto, seguendo il percorso e ascoltando con interesse il racconto della familiare delle vittime. Il silenzio, l’ascolto e la consapevolezza della storia che si stava raccontando hanno contribuito a rendere il momento particolarmente significativo. La testimonianza diretta ha dato un volto e una voce alla memoria, trasformando la conoscenza storica in un momento di partecipazione e consapevolezza.

Questa esperienza richiama anche il valore delle testimonianze raccolte dal Professor Alessandro Portelli nel volume L’ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria, nel quale le voci dei familiari e di chi ha vissuto le conseguenze dell’eccidio restituiscono umanità alle vittime e mostrano quanto sia fondamentale continuare a raccontare e tramandare la storia.

Per l’Istituto Cartesio, iniziative come questa rappresentano una parte essenziale del percorso educativo: educare alla memoria significa educare alla cittadinanza, alla responsabilità e al rispetto della dignità umana. Significa offrire ai ragazzi gli strumenti per leggere criticamente il passato, riconoscere i segnali dell’intolleranza e comprendere il valore della libertà e della democrazia.

La visita alle Fosse Ardeatine non è stata, dunque, soltanto un momento di approfondimento storico, ma un’occasione di crescita civile e personale. Incontrare chi porta con sé una memoria familiare così dolorosa ha reso ancora più evidente che la storia non appartiene soltanto a chi l’ha vissuta, ma anche a chi ha il compito di raccoglierne l’eredità.