Tirocini Formativi

 

Responsabile: Prof. Salvatore Sasso

PIANO DI REALIZZAZIONE E DI SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA’ DI TIROCINIO

Premessa

Il tirocinio è finalizzato alla costruzione di una professionalità docente che integri competenze teoriche ed operative e che, nel contempo, sia capace di rimodellarsi di fronte alla trasformazione della domanda di formazione.

In questa prospettiva  l’attività di tirocinio dell’Istituto Cartesio si configura come “pratica riflessiva di apprendimento dall’esperienza”, consentendo il necessario feedback tra concreta esperienza  nella  scuola e formazione teorica del tirocinante.

Il tirocinio deve rappresentare una fonte di ricchezza per tutti i soggetti coinvolti: i tirocinanti, per i quali esso rappresenta un’occasione di conoscenza diretta del contesto scolastico come ambiente educativo, formativo, relazionale ed istituzionale; i docenti, per i quali esso rappresenta un’occasione di confronto tra la professionalità e la ricerca didattica del mondo universitario e nel contempo costituisce uno stimolo per riflettere sul proprio agire quotidiano; gli alunni, per i quali la presenza di altre figure professionali, portatrici di nuove occasioni, costituisce una risorsa per interagire con diversi stili di insegnamento e per valorizzare le relazioni affettive; l’università, per la quale esso rappresenta un’occasione per attuare le premesse atte a saldare la frattura storica fra teoria e prassi. una risorsa per interagire con diversi stili di affettive.

Finalità

Le finalità generali del  tirocinio – che costituisce un momento fondamentale nel percorso di formazione di un insegnante – possono così essere articolate:

  • affinamento, tramite la riflessione in situazione e sulla situazione, delle conoscenze specifiche acquisite in relazione ad attività di progettazione/programmazione, a metodologie e tecniche di insegnamento, a strategie di comunicazione, a modi e strumenti di verifica e valutazione;
  • riflessione sul profilo professionale dell’insegnante e sulle competenze che gli vengono richieste nell’ambito della scuola dell’autonomia, tramite l’osservazione guidata del comportamento esperto;
  • sviluppo della capacità di problematizzare l’esperienza, tramite la messa in campo di strategie meta-cognitive;
  • analisi delle motivazioni personali, anche in relazione all’acquisizione della consapevolezza emotiva che la professionalità in tale settore costantemente richiede.

Obiettivi

Il tirocinio si pone fondamentalmente i seguenti obiettivi:

  • riflessione sulle modalità di organizzazione e selezione dei  contenuti disciplinari in relazione alle strutture cognitive, agli stili individuali di apprendimento,  ai bisogni formativi degli allievi, alla luce  delle indicazioni dei testi normativi;
  • riflessione sulle modalità di scelta e di utilizzazione delle varie strategie didattiche in relazione agli oggetti di apprendimento, agli aspetti comunicativi, agli strumenti didattici, a situazioni individuali particolari, oltre che in riferimento alla normativa scolastica;
  • potenziamento, tramite l’esperienza diretta e la lettura della pratica, della conoscenza delle dinamiche organizzative dell’istituzione scolastica,  del funzionamento degli organi di gestione della scuola e della loro ricaduta sull’attività didattica;
  •  consolidamento di capacità di analisi – progettazione – verifica;
  • affinamento di modalità comunicative verbali e non verbali.

Organizzazione

Il percorso del tirocinio per l’insegnante in formazione prevede  attività articolate in due momenti fra loro strettamente integrati: tirocinio diretto, nella istituzione scolastica, in rapporto con l’insegnante tutor, e indiretto, di riflessione sull’esperienza.

Esso si  svilupperà in due fasi:

  • una prima di carattere osservativo-riflessivo;
  • una seconda di tipo collaborativo-operativo.

Nella prima fase, il tirocinante avrà modo di conoscere la struttura, di esplorare l’organizzazione ed il funzionamento della scuola, di osservare in azione gli insegnanti. Nella seconda fase, interverrà in classe, inizialmente in modo parzialmente attivo, ad esempio per coordinare lavori di gruppo, per integrare l’insegnante accogliente in un momento specifico della sua attività, per condurre una conversazione su un argomento, per analizzare un testo; infine,  si cimenterà con compiti più complessi, progettando, con la guida del tutor  un segmento  didattico  ed assumendo successivamente responsabilità diretta nel proporlo alla classe e nel sottoporlo a controllo.

Prima fase

OSSERVAZIONE E ANALISI DELLA REALTÀ SCOLASTICA

Perché il tirocinio sia fruttuoso, è indispensabile che il docente in formazione sia condotto a riflettere su una serie di aspetti, dalle dinamiche di funzionamento dell’istituzione scolastica al  processo di insegnamento-apprendimento come totalità organica di persone, situazioni, oggetti (allievi, docenti, gestione della classe, programmazione, strumenti, ecc.). Ciò significa che un primo oggetto di analisi è costituito dall’organizzazione della scuola, intesa come comunità di apprendimento in un duplice senso, da un lato luogo finalizzato a raggiungere specifici obiettivi di apprendimento degli alunni,  dall’altro sistema che continuamente apprende dalla propria storia; il vero nodo del tirocinio è però costituito dalla riflessione sull’azione del docente tutor che a sua volta opera riflettendo costantemente sui vincoli e sulle possibilità posti dalla situazione in cui agisce e, nel far fronte all’imprevedibile,  all’impensato, alla molteplicità di significati che la contingenza e l’incertezza sviluppano, “inventa” nuova conoscenza. E’ evidente che tale lettura della pratica non è semplice e che perciò si richiede al tirocinante non solo di conoscere modelli e protocolli osservativi ma anche di saper valutare, sempre con la guida dell’insegnante cui è affidato,  altre variabili, come il  tipo di impatto che il suo ingresso  in aula sortirà.

Al fine di migliorare il processo d’osservazione e analisi in termini d’efficacia e di completezza sono state predisposte alcune schede che saranno consegnate ai tirocinanti e che rappresentano solo uno dei possibili strumenti per effettuare in modo ordinato il lavoro, essendo necessario ricorrere anche ad altre modalità per la raccolta delle informazioni (colloqui con il Dirigente scolastico, con il docente tutor, analisi dei documenti programmatici della scuola, dei piani di lavoro  etc.).

Con l’impiego di tali schede,  limitato nel tempo e riferito a pochi momenti dell’attività scolastica, i tirocinanti potranno raccogliere utili elementi informativi. L’utilizzazione di questi strumenti, infatti,  si pone l’obiettivo fondamentale di rendere chiaro come le realtà “scuola” e “aula” siano situazioni complesse alle quali partecipano diversi attori.

Le quattro schede sono finalizzate a guidare l’osservazione nei seguenti ambiti:

Scheda – guida 1 – Il contesto educativo e l’ambiente-scuola

  • Le risorse umane; L’organizzazione; Gli spazi e le attrezzature; Le attività

Scheda – guida 2 – L’attività del docente in classe

  • La comunicazione non verbale; L’azione didattica e le modalità di trattazione dei contenuti; Gli argomenti trattati nelle lezioni

Scheda – guida 3 – Le relazioni allievi/insegnante e il comportamento degli allievi

  • Le relazioni; L’atmosfera della classe

Scheda – guida 4 – Le relazioni tra la classe e il contesto educativo

  • I Consigli di Classe; Il Collegio dei docenti; I Dipartimenti disciplinari; Le Commissioni; Le riunioni dei genitori

 

Durante lo svolgimento del tirocinio, utilizzando le seguenti schede predisposte, potrà essere registrata l’attività osservata. Successivamente le schede potranno costituire strumento d’analisi, discussione e di approfondimento con il tutor nonché utile strumento per la stesura della relazione finale.

Scheda-guida 1  Il contesto educativo e l’ambiente scuola

 

Oggetti di osservazione
Entità, tipologia
Risorse umane
Numero

1.     Docenti

2.     Docenti di sostegno

3.     Alunni

4.     Personale di segreteria

5.     Personale ausiliario

6.     Altre figure (AEC)

Organizzazione
Presidenza:

7.     Numero dei collaboratori del Preside

8.     Numero dei docenti funzioni strumentali al POF

9.     Quali le attività scelte per funzioni strumentali

Collegio docenti nelle sue articolazioni:

10.  Dipartimenti disciplinari

11.  Commissioni

12.  Altre articolazioni

Segreteria:

13.  Amministrativa

14.  Didattica

15.  Unica

Spazi e attrezzature
16.  Aule normali (ampiezza, luminosità, attrezzatura ecc.)

17.  Aule speciali (insegnanti, multimediali, ecc.)

18.  Laboratori  (grafico/pittorico, ceramica, musicale, scienze, linguistico, informatico, multimediale,ecc.)

19.  Biblioteca  (dotazioni volumi, periodici, audiovisivi,ecc.)

20.  Impianti sportivi (all’aperto, palestra,ecc.)

21.  Spazi verdi  (accessibili agli allievi, ecc.)

22.  Sala Teatro

23.  Sussidi didattici ( fotocopiatrici, LIM, proiettori, apparecchi  televisivi,ecc.)

24.  Fax

25.  Collegamento internet e/o Cablaggio Istituto

26.  Sito Web

27.  Attrezzatura scientifica  in dotazione ai laboratori

Attività
Riunioni e incontri (frequenza)

28.  di STAFF

29.  del  Collegio docenti

30.  dei Consigli di Classe/Interclasse/Intersezione

31.  dei Dipartimenti disciplinari

32.  del Consiglio d’Istituto

33.  delle Commissioni

34.  dei docenti con le famiglie

35.  di varie componenti con rappresentanti di altre Istituzioni

36.  altro

Attuazione di progetti e iniziative varie

Piano Offerta Formativa (POF)

37.  qual è la sua articolazione

38.  forme di monitoraggio delle iniziative progettate

39.  in che misura è stato realizzato

Progetti e iniziative

40.  iniziative per la continuità

41.  iniziative per l’orientamento

42.  interventi di accoglienza

43.  iniziative di sostegno e recupero

44.  scambi culturali

45.  visite di istruzione

46.  altri progetti

Attività integrative ed extracurricolari

47.  progetti e attività extracurricolari

Attività di formazione e aggiornamento dei docenti e dell’altro personale della scuola

48.  progettazione e realizzazione di proposte di aggiornamento e/o formazione (per i docenti, personale di segreteria, personale ausiliario,ecc.)

Attività di ricerca e sviluppo

49.  messa a punto e attuazione di progetti di ricerca e sviluppo

Rapporti con il territorio

50.  Tipi di rapporti e iniziative realizzate con Enti Locali, Enti pubblici, centri di ricerca (Università,ecc.), altre scuole (in rete, ecc.)

51.  Reti, rapporti ed iniziative realizzati con Associazioni culturali, di volontariato, sportive

 

Scheda – guida 2 – L’attività del docente in classe

 

Oggetti d’osservazione
Attività (del docente…)
Azione didattica e modalità di trattazione
dei contenuti
1.     Sviluppa una lezione essenzialmente frontale
2.     Sviluppa una lezione dialogica e interattiva
3.     Coordina le attività laboratoriali
4.     Svolge altre attività (guida gruppi di lavoro, ecc.)
5.     Indica gli obiettivi della lezione
6.     Spiega seguendo organizzazione del libro di testo
7.     Chiede agli allievi di rielaborare (es. giungere ad una conclusione, fornire ipotesi, risolvere un problema ecc.)
8.     Durante attività di gruppo o  esercitazioni in classe, gira tra i banchi per aiutare ed incoraggiare gli allievi
9.     Corregge i compiti fatti a casa e con quali modalità
10.  È disposto a trattare argomenti proposti dagli allievi
11.  Alla fine della lezione riassume ciò di cui ha parlato o elabora insieme con gli alunni schemi o mappe concettuali alla lavagna
12.  Usa le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (contesti e modalità)
13.  Introduce nella lezione elementi valutativi (autovalutazione degli allievi e valutazione formativa)
14.  altro
Argomenti trattati nelle lezioni
Modalità di organizzazione e selezione dei contenuti
   

 

Scheda – guida 3 –  Le relazioni  allievi/insegnante e il comportamento degli allievi

 

Oggetti  d’osservazione
Attività (degli allievi…)
Le relazioni
1.     Durante la lezione prendono appunti
2.     Ascoltano ciò che dice l’insegnante e mostrano interesse
3.     Fanno domande pertinenti
4.     Seguono svogliati
5.     Cercano di perdere tempo
6.     Ci sono leader che monopolizzano l’attenzione dell’insegnante
7.     Ci sono leader che distraggono i compagni
8.     Chiedono di approfondire alcuni argomenti
9.     Contestano le valutazioni o altro
10.  Propongono attività
11.  Altro
L’atmosfera della classe
12.  C’è rumore e confusione
13.  C’è attenzione  e silenzio
14.  Altro

 

Scheda – guida 4 – Le relazioni tra la classe e il contesto educativo

 

Oggetti d’ osservazione
Attività, tempi, modi
Consigli di classe
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1.     Esempio d’O.d.G.
2.     Aperti e/o chiusi alla partecipazione di genitori e studenti
3.     E’ presente anche il Dirigente Scolastico
4.     I docenti definiscono obiettivi comuni
5.     I docenti condividono metodi di lavoro
6.     I docenti condividono metodi di verifica
7.     Sono utilizzate schede di segnalazione alle famiglie di profitto non sufficiente, di comportamenti scorretti
8.     Sono individuate collegialmente le modalità di recupero
9.     Si tiene una verbalizzazione in successione negli anni
10.  Altre attività
Collegi dei docenti
 
11.  Programmati all’inizio dell’anno (specificare con quali finalità)
12.  Convocati occasionalmente (specificare i problemi oggetto di discussione)
13.  Ordine del giorno (esempio)
14.  Hanno la durata prefissata o meno
15.  altro
Dipartimenti disciplinari
16.  Vengono selezionati contenuti o macro-contenuti comuni per classi parallele
17.  Vengono elaborati moduli, schede di rilevazione dati, prove di verifica, griglie di valutazione, progetti
18.  Le riunioni vengono verbalizzate
19.  Hanno la durata di …
20.  Ordine del giorno (esempi)
21.  Altro
Commissioni
 
22.  Sono in numero di …
23.  Si chiamano …
24.  Ne fanno parte …
25.  Quale attività svolgono
26.  Si rivolgono a studenti, genitori, docenti, ecc.
27.  Quali classi coinvolgono
28.  Ordine del giorno (esempi)
29.  Utilizzano e/o producono strumenti
30.  Altro
Ricevimento dei genitori
31.  Settimanale mattutino
32.  Trimestrale/quadrimestrale
33.  Tipo di affluenza
34.  Metodo utilizzato
35.  Altro

 

Seconda fase

COLLABORARE E OPERARE NELLA REALTÀ SCOLASTICA

Il tirocinio nella seconda fase diventa essenzialmente operativo ed è rivolto a far acquisire le competenze essenziali connesse all’esercizio della funzione docente. In questa seconda fase  il tirocinio sarà impostato su progetti differenziati per ambiti disciplinari distinti, allegati e parti integranti del presente progetto.

L’attività della seconda fase, entra in stretto rapporto e s’interseca con quella del tutor. Sarà, quindi, impostata nel rispetto dell’attività di programmazione/progettazione didattica dei singoli tutor e fondata su un efficace scambio di idee, al fine di renderla significativa per la formazione del futuro docente.

Contattaci per informazioni ed appuntamenti: