I social network occupano oggi uno spazio e un tempo notevole nella vita di molti ragazzi. Ormai questi siti raccolgono una grande fetta della popolazione e hanno un impatto sociale su persone di tutte le età e soprattutto sui giovani. I social network permettono di entrare a contatto con gli altri, condividere idee ed emozioni, cercare e trovare informazioni, rappresentando così uno strumento di innovazione sociale.

Negli ultimi anni si sta diffondendo sempre più questo fenomeno, tanto che la nostra generazione viene considerata la vera e propria “generazione 2.0”. Basti pensare che in Italia il 73% della popolazione è attiva su almeno un social, con 34 milioni di utenti che durante il giorno li utilizzano dalle due alle quattro ore complessive. Uno dei vantaggi portati da questi nuovi media è sicuramente la comunicazione istantanea. Infatti, in tal modo, la comunicazione a distanza è stata semplificata e resa più rapida, così che oggi è possibile comunicare, con un pc o un semplice cellulare, dal vicino di casa fino all’amico o al parente che si trova dall’altra parte del mondo. I social sono ormai anche un importante mezzo di informazione, infatti su queste piattaforme sono presenti anche celebrità come personaggi dello spettacolo, sportivi, cantanti e politici che condividono i loro interessi e la loro vita privata con i loro fan. Spesso, infatti, le persone vengono a conoscenza delle notizie attraverso questi mezzi, senza dover più leggere un giornale o vedere un telegiornale in TV. Quindi, se usati con adeguata correttezza si può dire che abbiano facilitato la vita di ognuno e che abbiano numerosi aspetti positivi. Purtroppo non è così, perché hanno aspetti negativi soprattutto tra i più giovani. Infatti, spesso diventano uno strumento con cui le persone “postano” la vita che vorrebbero e che non hanno o che si mostrano per come non sono, facendo prevalere l’apparenza sulla realtà. Si vedono quotidianamente giovani che pensano che gli amici veri debbano essere quelli su facebook o persone che preferiscono un like anziché un vero complimento. In casi più rari, diventano dei veri e propri strumenti di oppressione, in danno soprattutto delle persone più deboli: questo fenomeno viene chiamato cyberbullismo: gli individui vengono psicologicamente oppressi da dietro un cellulare o un pc.

La vera domanda a questo punto è fino a quanto si può spingere in avanti la tecnologia dei social network? E se, in fondo, questa vita virtuale sia poi così indispensabile per tutti noi. Un domani saremo ancora in grado di socializzare con le persone nella realtà o verrà tutto concepito in base ai follower, ai like e alle condivisioni?

Carlo Ricciardi Tenore III A