Il libro “C’è un Rinofante sul tetto” (Lupoguido2018, pp. 29, euro 14) di Marita van der Vyver presenta uno svolgimento molto interessante, perché parte da una situazione serena e apparentemente tranquilla, una dolce e positiva azione di tutti i giorni: l’ora del sonno per i piccoli. Sappiamo molto bene che, da bambini, è difficile dormire se non vengono rispettate le procedure per una buona dormita, come canzoni o storie raccontate da chi ci vuole bene. E subito le palpebre calano.

La storia inizia con il piccolo Daniel che deve passare la notte a casa dei suoi nonni. Questo “rituale” simpatico viene rispettato, ma arrivano improvvisamente delle bizzarre creature a far perdere in continuazione il sonno al piccolo. Questi strani esseri ricordano molto la fantasia colorata dei bambini anche se, nel momento in cui assumono la forma di incubi, diventano individui più singolari e strambi che terrificanti.

I disegni di Dale Blankenaar sono ricchi dal punto di vista grafico è ben strutturati e a volte, per renderli irreali, le proporzioni, vengono aggirate con un risultato creativo e buffo. Il colore è molto presente ma viene reso cupo dal velo della notte, mentre la singolarità della stesura è del tutto particolare, perché rende perfettamente la forma superficiale della oggetto o della pelle delle creature raffigurate. Per vedere questi disegni nel modo giusto, bisogna ritornare al passato e guardarli con gli occhi sognanti dei bambini.

Annalisa III A